Un po’ di Storia – Il Parco Nazionale dell’Adamello Brenta

Il Parco naturale Adamello Brenta è la più vasta area protetta del Trentino con un’estensione di 620 chilometri quadrati. Si estende nel Trentino occidentale, tra la Valle di Non, le Giudicarie e la Valle di Sole e comprende, come da nome, il gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella e le Dolomiti del Brenta.

Già nei primi decenni del ‘900  si fa largo l’idea di far nascere un parco a tutela dei territori. Le proposte che si susseguono individuavano tre principali elementi di protezione: la Val Genova, il Gruppo di Brenta, in particolare il Lago di Tovel e l’ultima popolazione autoctona di orso bruno delle Alpi. Bisognerà aspettare il 1967 per veder inserita nel primo Piano urbanistico provinciale della Provincia Autonoma di Trento (Pup) l’area protetta “Parco Naturale Adamello Brenta”.

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Un po’ di Storia – Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (denominazione che risale al 2001, prima chiamato semplicemente Parco Nazionale d’Abruzzo) si estende per ben 49.680,00 ettari sulle province de L’Aquila in Abruzzo, quella di Frosinone nel Lazio e di Isernia nel Molise.

Insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d’Italia: la prima proposta di istituzione risale al 1914 dalla Federazione Pro Montibus et Silvis di Bologna che propose un piano di tutela ambientale, dopo aver verificato la concentrazione di specie appenniniche e di habitat nella Marsica, nel quale era previsto un grande parco esteso dall’alveo del Fucino e la Conca Peligna a Castel di Sangro, dal fiume Liri e Valle di Comino fino alle pendici della Majella. Continua la lettura di Un po’ di Storia – Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Escursione sul Monte Vioz – Agosto 2014

Il rifugio Mantova-Vioz è il più alto delle Alpi Orientali, si trova su un piccolo piano roccioso a quota 3535 metri, ai piedi della cresta che conduce alla panoramica vetta del monte Vioz nel Parco Nazionale dello Stelvio e in particolare nel gruppo Ortles-Cevedale, nell’alta Val di Peio.

Il 14 di Agosto ci siamo incamminati verso la cima del monte Vioz, partendo dall’impianto a Doss de Cembri, a quota 2315 metri, raggiunto grazie alla telecabina e alla seggiovia che partivano da Peio. Continua la lettura di Escursione sul Monte Vioz – Agosto 2014

Nikon al Photokina 2014 – Voci sulle novità

Dal 16 al 21 di settembre, a Colonia (Germania), si svolgerà l’annuale manifestazione Photokina, con la presentazione delle ultime novità nel mondo della fotografia.

Queste le ultime indiscrezioni riguardanti le fotocamere Nikon:

da nikonrumors.com
da nikonrumors.com

Si vocifera di una reflex fullframe denominata D750, posizionata a metà strada fra la D610 e la D810. Le notizie riportano una risoluzione prevista di 24.3 mpixel, display articolato come su D5300, processore Expeed 4 (che quindi dovrebbe garantire una velocità di scatto maggiore rispetto alle altre due fullframe “piccole”), e corpo macchina particolarmente compatto, forse addirittura più della D610.

In particolare si vocifera che venga promossa come “action camera” e le specifiche trapelate riferiscono quindi ben 8 fotogrammi al secondo di velocità di scatto direttamente dal corpo macchina (che potrebbero addirittura raggiungere i 9 fps con un grip e le batterie aggiuntive) e il sistema di messa a fuoco a 51 punti della D810, unito al medesimo esposimetro.

Inoltre, dal sito nikon.com compaiono tracce di un nuovo flash SB-500 in sostituzione del SB-400, non più disponibile all’acquisto diretto.

Tutte le info provengono da nikonrumors.com

Canon al Photokina 2014 – Voci sulle novità

Canon_Logo_350_tcm16-959888 Canon si presenta al Photokina di Colonia a settembre con una nutrita schiera di possibili novità. Prima di tutto si vocifera la presentazione di due obiettivi molto interessanti, uno zoom 24-105 ƒ/3.5-5.6 IS e un pancake da 24mm, probabilmente con ƒ/2.8. In aggiunta per quanto riguarda i teleobiettivi, un 400mm ƒ/4 IS e potrebbe essere annunciato lo sviluppo di un nuovo 800 ƒ/5.6L IS II.

Si vociferava anche di un 11-24 ƒ/2.8 L ma non ci sono ulteriori conferme, le probabilità che venga presentato sono piuttosto basse.

Passando alle fotocamere compatte, sembra che anche Canon si unirà al gruppo di produttori di macchine con sensore da 1″, ma non si hanno a disposizione altri dettagli.

Per quanto riguarda le reflex invece, Canon presenterà un’aggiornamento alla 7D rimasta invariata ormai dal 2009: il sensore sale da 18 a 20 megapixel, con una sensibilità che varia da 100 a 12800 ISO, estensibili fino a 51200, ben 10 fps e modalità video a 60 fps sia per 720p che per 1080p, sistema di messa a fuoco con 65 punti Dual pixel, come sulla 70D, ma con un numero maggiore di punti di messa a fuoco.

La fonte è canonrumors.com

Fujifilm al Photokina 2014 – Voci sulle novità

Anche Fujifilm si appresta a presentare le sue novità per il Photokina 2014 a Colonia. Oltre alla nuova compatta in sostituzione della X20, chiamata X30, le cui novità sono il mirino elettronico OLED da 2.36 mpixel e fattore di ingrandimento di 0.65 (al posto di quello ottico), un nuovo sistema di messa a fuoco particolarmente rapido (Fuji dichiara che i tempi possano scendere addirittura a 0.06 secondi, ma non è chiaro in quali condizioni e a che apertura/lunghezza focale), un display da 3 pollici articolato e addirittura alcuni filtri fotografici che simulano il bilanciamento dei colori delle pellicole Fuji Velvia, Provia e Classic Chrome. Rimane l’obiettivo da 28-112 mm (equivalenti), con apertura 2.0-2.8 lungo la lunghezza focale dello zoom.

da photorumors.com
da photorumors.com

Inoltre, si parla di una nuova variante della nota Fujifilm X100S: denominata X100T, dovrebbe avere un nuovo obiettivo fisso da 23mm, un nuovo sensore da 24 megapixel, nuovo mirino elettronico e display posteriore articolato.

Tutte le info provengono da photorumors.com

LED, illuminazione e riduzione di energia

led

Dal 1° Settembre si completa il percorso di eliminazione dal mercato delle vecchie lampadine a incandescenza in favore di quelle a LED (light emitting diode, diodo a emissione luminosa). Oltre alla guida che il WWF ha pubblicato sul sito eurotopten.it, è utile riportare un rapido confronto fra le tecnologie per dare un’idea di come e quanto si può ridurre il consumo energetico sostituendo le vecchie lampadine di casa con quelle a LED.

Oltre al consumo ancora più ridotto rispetto a quelle chiamate a “risparmio energetico”, le lampade a LED hanno il vantaggio per la salute di non emettere vapori al mercurio in caso di rottura dell’ampolla di vetro, problema che fa discutere riguardo all’effettiva sicurezza per la salute oltre che ai problemi relativi allo smaltimento delle lampade stesse.

Di seguito una sintetica tabella di confronto con valori ripresi dalle comparative sul sito eurotopten.it, dove il WWF ha pubblicato guide per acquisti energeticamente responsabili di elettrodomestici e illuminazione.

Lampade LED Lampade a risparmio energetico Lampade a incandescenza o alogene
potenza 8.4 10 42
flusso luminoso (lumen) 600 580 630
efficienza luminosa 71.43 58 15
ciclo di vita (ore) 25000 20000 2000

 

Le vie dell’ aria, migrazioni sul litorale romano

cavaliere d'italia

Mentre nel 2001 veniva distribuito “Il popolo migratore”, uno dei più bei documentari mai prodotti al mondo, diretto da Jaques Perrin (Microcosmos, Oceans) qui in Italia usciva una piccola gemma documentaristica: “Le vie dell’ aria, migrazioni sul litorale Romano“.

“Le vie dell’ aria” segue il percorso di alcune fra le più importanti specie di uccelli migratori lungo il litorale laziale, da Formia a Ladispoli, fino a Montalto di Castro. Marco Andreini, ex-campione di salto in alto per la nazionale Italiana, ci guida attraverso questi territori alla ricerca di specie come il gruccione, la rondine, il cavaliere d’Italia, il germano reale ed altri volatili che malgrado la forte antropizzazione di queste zone continuano ad approdare come d’incanto su queste coste in un rito che si ripete due volte l’anno ormai da millenni.

Nel documentario non si pone l’accento sull’aspetto prettamente scientifico, ma si punta a trasmettere, allo spettatore, tutte le emozioni che si possono provare assistendo all’evento della migrazione e questo ne rivela il vero punto forte, rendendo questo documento una testimonianza sincera e reale del popolo dell’aria che, nonostante il nostro forte impatto (come uomini), resiste e continua il proprio viaggio per la vita.
L’insieme è tutto coadiuvato dai bellissimi testi e dalla voce di Luca Ward (che ricordiamo per la voce di Russel Crowe ne “Il Gladiatore”), impreziosendo il racconto e rendendo giustizia all’importanza di questi passaggi di natura selvaggia all’interno della nostra “civiltà”.

Nel documentario vengono elencati anche vari punti d’osservazione da dove poter guardare e fotografare i migratori, ottimo spunto per chi desidera praticare le osservazioni o vivere e poter raccontare la propria storia sulla migrazione, un evento unico e di inenarrabile bellezza.

Consigliata caldamente a tutti la visione di questo gioiello documentaristico tutto italiano!

Le vie dell’ aria – Migrazioni sul litorale Romano

Regia e fotografia – Marco Andreini
Testi – Danilo Selvaggi
Musiche – Stefano Scatozza
Montaggio – Leandro Testa
Voce – Luca Ward
PRODUZIONE BLU FILM

La rivoluzione verde: seminare alberi.

germoglio

La rivoluzione verde

Il mondo stà cambiando sotto i nostri occhi, ogni giorno.
Le temperature aumentano, la produzione di anidride carbonica non tende a diminuire, le barriere coralline si stanno letteralmente sciogliendo, le foreste primarie dell Amazzonia vengono sempre più violentate e disossate, nei centri abitati aumentano i casi di allergia, asma, irritazioni delle vie aeree. La deforestazione è diventata un male di dimensioni inimmaginabili: ogni due secondi viene cancellata un area di foresta grande quanto un campo da calcio, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
In ognuno di noi deve esserci la consapevolezza di essere artefici passivi di questa strage silenziosa.

Ognuno di noi ama il Pianeta Terra e nel profondo di ognuno di noi c’è il desidero di proteggerlo in qualche modo. I poeti lo fanno parlando al mondo della sua bellezza e della sua fragilità, i fotografi lo fanno catturando la bellezza di un paesaggio o l’essenza dello sguardo di un animale e urlando alle genti “guardate quanta bellezza abbiamo intorno! non perdiamola! difendiamola!”.
Tutti uniti per risvegliare le coscienze e per dare uno spunto di riflessione alle menti assopite.

Tra le tante azioni che possiamo fare per prevenire tutto questo ce n’ è una che io adoro particolarmente e che applico da qualche anno: seminare alberi.
Ebbene sì, niente di più semplice.
Gli alberi sono dei fantastici accumulatori di CO2, regolano il microclima, prevengono l’erosione, donano ossigeno, frutti commestibili, riparo per gli animali e rendono più bello il paesaggio. Sono indispensabili!

Credo con tutto me stesso nella frase
“Se molte formiche si mettono assieme, spostano anche l’elefante.”
Siamo tante piccole formiche, ma insieme siamo un esercito. Seminiamo alberi!
Possiamo farlo e non ci costa nulla. Abbiamo nelle nostre mani il potere di decidere di migliorare questo mondo. La nostra azione avrà un impatto immenso a livello locale, soprattutto a lungo termine. Se uniamo le forze e lo facciamo tutti, saremo proprio come quelle piccole formiche che, messe insieme, riescono a spostare un intero elefante.

Seminare un albero è talmente semplice che è impossibile dire di no: basta prendere il seme dall albero che vogliamo (per esempio la ghianda di una quercia), seminarlo in un vasetto, annaffiarlo e vederlo crescere in primavera. Sarebbe meglio seminare più di un seme per vasetto, perché così  aumenterete le probabilità di germinazione. Dopo due/tre  anni di crescita,  i nostri alberelli saranno pronti per essere trapiantati in piena terra nei giardini comunali, parchi o  zone di campagna.   (le istruzioni qui)
Immaginate se ognuno di noi seminasse a testa due alberi. Ora moltiplicate: potrebbe uscirne fuori una foresta intera!

Smettiamola di parlare, iniziamo a piantare!

Attenzione :

per non creare pericolosi squilibri degli ecosistemi è importantissimo raccogliere semi esclusivamente da alberi che sono già presenti nel paesaggio in cui viviamo e seminarli solamente in zone limitrofe.